Sottovalutare il significato della sintomatologia incrementa la possibilità
che si cronicizzi in patologia
Le avvisaglie che qualcosa non sta ben funzionando a livello psichico sono spesso sottovalutate, minimizzate e i problemi che si avvertono a livello emotivo, umorale, cognitivo, somatico con compromissione relazionale passano in secondo piano, e intanto ostacolano dei processi di crescita importanti.
La prevenzione è fondamentale, i ragazzi spesso cominciano l’esordio di una malattia già all’età di 16 anni ed è qui che è importante intervenire per capire cosa non sta funzionando e cosa si può a fare. Anche gli adulti ovviamente hanno problemi di smarrimento, ma per fortuna nel buon senso della cura di sé, l’area della sanità mentale sta sempre entrando nella cultura attuale.
I giovani tra l’altro presentano problematiche legate alla propria identità e sono proprio questi problemi di smarrimento che portano poi a condizioni di psicosi, di depersonalizzazioni, di deragliamenti della personalità e dissociazioni psichiche.
La prevenzione delle malattie psichiche è fondamentale, i giovani vanno aiutati e sostenuti nel loro processo di crescita e identitario e molti riescono ad uscire da quella botola di incastro evolutivo che si stava innescando. In psicoterapia si sostiene la persona, e se il disturbo non si è cronicizzato si lavora sulla possibilità di sbloccare processi di crescita. Ci vuole pazienza e fiducia, perché la terapia è soprattutto una nuova relazione che gradualmente, ma dalla mia esperienza solo con la continuità terapeutica, c’è la possibilità di sbloccare irrigidimenti che ostacolano al crescita psichica.
La sintomatologia è semplicemente un disagio che parla del malessere soggettivo e relazionale:
Malcontento nella propria vita e precoci relazioni disturbate creano basi nocive per la crescita, solitamente c’è un’area sintomatica che si manifesta come: depressioni, paranoie, e ansie eccessive. In tutto questo è coinvolta l’area più complessa e delicata della soggettività, della crescita e dell’identità.
A volte traumi, ansie, depressioni, relazioni altamente disturbate da domini e sottomissioni tendono a non essere comprese e si perdono nella cronicizzazione del caso.
Più delle volte c’è necessità di un grande sostegno emotivo, di elaborazioni, di una nuova relazione terapeutica, di una possibilità più prettamente espressiva che aiuta a ritrovarsi poiché i problemi psichici riguardano proprio quei funzionamenti del sé che in quel momento non stanno funzionando.
Il disagio a lungo termine, può purtroppo cronicizzarsi e permanere senza avere la possibilità di essere ascoltarlo veramente.
In seguito la sintesi di alcuni disturbi e sintomatologie frequenti:
-Disturbo di panico: la caratteristica del disturbo di panico è per l’appunto l’attacco di panico che si verifica in un periodo preciso con disagio intenso che raggiunge il suo picco in pochi minuti presentando 4 o più sintomi somatici o cognitivi:
Palpitazioni, sudorazioni, tremori fini o a grandi scosse, sensazioni di dispnea o di soffocamento, sensazioni di asfissia, dolore o fastidio al petto, nausea o distrurbi addominali, vertigini o sensazioni di testa leggera, derealizzazioni o depersonalizzazione, paura di perdere il controllo odi impazzire, paura di morire, parestesie, brividi e vampate di calore. L’attacco ha un inizio improvviso, raggiunge rapidamente il suo apice ed è accompagnato da un senso di pericolo, di catastrofe imminente e da urgenza ad allontanarsi.
-I Disturbi di personalità:
I disturbi di personalità cominciano a svilupparsi durante l’arco della vita e l’esordio avviene per lo più in adolescenza e tarda adolescenza.
Lo scopo è informare, intervenire quanto più possibile sulla prevenzione prima che il disturbo si cronicizzi.
Tutti i disturbi di personalità provocano una grande sofferenza e hanno origini psicologiche esplorabili e da comprendere. La valutazione può essere fatta solo tramite colloqui clinici o test diagnostici da parte dello psicologo.
Si parla di disturbo di personalità quando il disagio interiore e comportamentale è pervasivo e inflessibile, esordisce nell’adolescenza o nella prima età adulta, è stabile nel tempo e determina disagio o menomazione (invalidità).
Gruppo A: disturbo paranoide, schizoide e schizotipico di personalità. Gli individui di questo gruppo spesso appaiono strani ed eccentrici (sul versante più psicotico).
-Il disturbo paranoide di personalità: è un pattern caratterizzato da sfiducia e sospettosità, per cui le motivazioni degli altri vengono interpretate come malevole.
–Il disturbo schizoide di personalità: è un pattern caratterizzato da distacco dalle relazioni sociali e da una gamma ristretta di espressività emotiva.
–Il disturbo schizotipico di personalità: è un pattern caratterizzato da disagio acuto nelle relazioni affettive, distorsioni cognitive o percettive ed eccentricità nel comportamento.
Gruppo B: include il disturbo antisociale, borderline, istrionico e narcisistico di personalità. Gli individui di questo gruppo appaiono amplificativi, emotivi ed imprevedibili (sul versante stati limiti, personalità eccentriche).
-Il disturbo antisociale di personalità: è un quadro caratterizzato da inosservanza e violazione dei diritti degli altri.
–Il disturbo borderline di personalità: è un pattern caratterizzato da instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé e degli affetti, e da marcata impulsività.
–Il disturbo istrionico di personalità è un pattern caratterizzato da emotività eccessiva e da ricerca di attenzione.
–Il disturbo narcisistico di personalità è un pattern caratterizzato da grandiosità, bisogno di ammirazione e mancanza di empatia.
Gruppo C: include i disturbi evitante, dipendente e ossessivo compulsivo. Gli individui di questo gruppo appaiono spesso ansiosi e timorosi (sul versante nevrotico, personalità angosciante).
-Il disturbo evitante di personalità: è un pattern caratterizzato da inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza e ipersensibilità ai giudizi negativi.
–Il disturbo dipendente di personalità: è un pattern caratterizzato da comportamento sottomesso e adesivo legato ad eccessivo bisogno di essere accuditi.
–Il disturbo ossessivo compulsivo di personalità: è un pattern caratterizzato da preoccupazione per l’ordine, perfezionismo ed esigenze di controllo.
-Disturbo depressivo maggiore: nel disturbo depressivo l’umore depresso deve essere presente per la maggior parte del giorno. Spesso l’insonnia e la faticabilità rappresentano il sintomo di manifestazione. Vi è la perdita di interesse o piacere in quasi tutte le attività.Viene compromessa l’area sociale, lavorativa e altre aree importanti. La sintomatologia viene spesso descritta dall’individuo come depresso, triste, disperato, scoraggiato o giù di corda. Sono comuni astenia e faticabilità. Il senso di autosvalutazione o di colpa può includere valutazioni negative irrealistiche del proprio valore oppure preoccupazioni di colpa o ruminazioni su piccoli errori passati.
-Disturbo depressivo persistente (distimia): la caratteristica essenziale del disturbo depressivo persistente è un umore depresso presente per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorn, per almeno due anni e almeno un anno negli adolescenti. La bassa autostima, la difficoltà di concentrazione o nel prendere decisioni, sentimenti di disperazione, scarsa energia o astenia, insonnia o ipersonnia, scarso appettito o iperfagia.
-Disturbo ossessivo-compulsivo: i sintomi caratteristici del DOC sono la presenza di ossessioni e compulsioni. Le ossessioni sono pensieri (per es. di contaminazione) immagini (per es. scene violente o raccapriccianti) o impulsi (per es. far del male a qualcuno) ripetitivi e persistenti.La persona cerca di neutralizzare tali pensieri con le compulsioni che sono rituali e comportamenti ripetitivi (per es. lavare, controllare) o azioni mentali (contare, ripetere parole mentalmente).
I sintomi sono sempre manifestazioni di disagi interni che in terapia hanno la possibilità di prender voce e nel lavoro psicoanalitico intersoggettivo, la relazione contribuisce a creare una nuova opportunità di comprensione.
Marialba Albisinni
Psicologa, psicoterapeuta
Riferimenti bibliografici
Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Raffaello Cortina Editore, 2014


















La terapia psicodinamica per la sua storia, la sua funzionalità terapeutica è diventata in questi ultimi anni oggetto di ricerca empirica e numerosi studi dimostrano l’efficacia di tale trattamento. E’ una terapia affascinante e complessa che non prevede un’esclusiva focalizzazione sui sintomi, ma mira a favorire lo sviluppo di capacità e risorse psicologiche che riguardano le relazioni interpersonali, la sessualità, l’autostima, la regolazione affettiva, la comprensione di sé (Nino Dazzi, Anna Speranza, 2010), la consapevolezza dei confitti inconsci ecc. E’ più vicina ad una dimensione esistenziale, poichè coinvolge gli aspetti integrativi della persona, la sua storia, il presente in una prospettiva di continuità futura, il suo modo di organizzare l’esperienza nella configurazione relazionale sè/altro . Gi aspetti consci e d inconsci. L’emotivo e il cognitivo. I processi di regolazione emotiva in una dinamica inter-soggettiva.
Nella mia esperienza clinica ritrovo spesso persone tormentate dalla confusione di ciò che è sentito reale ed autentico e da ciò che invece è vissuto come non reale, un enorme groviglio per la propria esistenza.
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