Pubblicato in: PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Nuove opportunità di ri-organizzarsi emotivamente

La psicoterapia nella prospettiva psicoanalitica/intersoggettiva

Partiamo dal presupposto di come le relazioni della prima infanzia influenzano i nostri modo di organizzarci emotivamente e relazionale agli altri ma formano anche il nostro modo di rappresentarci e rappresentare gli altri.

Gli studi scientifici dimostrano che esiste una memoria emotiva molto potente che agisce in base a ciò che è stato. Si strutturano modalità di aspettativa, pregiudizi, meccanismi di difesa che influiscono sul nostro lasciarsi andare e viversi l’esperienza in maniera più serena o con maggior resistenza.

Nella prima infanzia i modelli esperienziali che abbiamo interiorizzato si organizzano come aspettativa di sequenze di scambi reciproci e vengono associati a stili autoregolatori.  Vi è  sempre un’influenza reciproca in cui ogni partner dà un proprio contributo allo scambio in corso e quindi ad una co-costruzione facilitate o ostacolante.

Nell’interazione terapeutica/analitica si attiva oltre ad lavoro di introspezione interattiva col terapeuta sulla propria storia personale, un processo di ri- organizzazione emotiva  che consiste nella creazione, nell’elaborazione di come certe tematiche o life motiv influiscano in modo ostacolante o facilitante nel presente.

Comprendere in un lavoro di alleanza e complicità le tematiche ricorsive e ripetitive che ostacolano le relazioni o il buon vivere del paziente aiuta le persone non solo ad accogliere il loro modo di essere organizzati e capirsi meglio ma anche a cercare nuove modalità organizzative se è ciò che desiderano, non per dimenticare il dolore ma per alleviarlo e permettersi anche altro. L’intento della psicoterapia è giungere un po’ meglio a stare bene ma ciò include una maggior conoscenza di sé, della propria storia,  delle rigidità ma anche delle possibilità.

La sintonizzazione e l’alleanza col terapeuta è la chiave della comprensione. Nessuna terapia può funzionare se il terapeuta non si predispone a comprendere e sintonizzarsi con l’emotività del paziente.

L’interazione analitica modifica gradualmente il processo di auotoregolazione. Il paziente diviene capace di sentirsi vivo, di pensare , anticipare, calmarsi senza ricorrere per esempio a droghe e alcol.

Il modello della Beebe offre una spiegazione in un processo di co-costruzione verbale, vicino anche ad autori come Stolorow, Atwood e Donna Orange che definiscono il campo intersoggettivo come un sistema di continua influenza reciproca, in cui ciascun partner è contestualizzato dall’altro.

La costruzione dei processi relazionali e dei processi interni si influenzano a loro volta perché i processi diadici tra madre e bambino, tra paziente e analista riorganizzano i processi interni e i processi relazionali. A loro volta, determinati cambiamenti nell’autoregolazione in entrambi i partner possono modificare il processo interattivo.

Al concetto di struttura psichica preferiscono modello di esperienza che indica modalità organizzative in process che possono cioè trasformarsi nel tempo.

A cura di Marialba Albisinni

Psicologa, psicoterapeuta or. Psicoanalitico

http://www.psicoterapiaeconsulenza.com

Autore:

"La persistenza di seguirsi e volersi bene diviene libera e doverosa. Il giudizio altrui ci sarà sempre, noi invece no". Marialba Albisinni

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